Le agenzie di traduzione, a volte mitizzate, a volte idealizzate, funzionano in modo molto diverso da come ce le immaginiamo di solito.
Ad essere sincero, non mi ero mai immaginato la vita quotidiana di un’agenzia di traduzione per com’è davvero. Lungi dall’esserne deluso, ho scoperto che circolano molte storie su cosa sia un’agenzia di traduzione: alcune hanno un fondo di verità, altre sono lontanissime dalla realtà di tutti i giorni.
Mi è sembrato interessante sfatare un po’ di luoghi comuni.
Ecco dunque alcuni miti sulle agenzie di traduzione: alcuni sono falsi, altri non sono proprio miti.
Mito numero 1
L’agenzia di traduzione è piena di traduttori: FALSO (vero solo in pochissimi casi).
È il più grande mito sulle agenzie. È normale pensare che l’agenzia sia il luogo in cui il progetto di traduzione viene gestito e realizzato, ma la realtà è diversa.
È vero che alcune agenzie hanno traduttori interni, ma si tratta soprattutto di agenzie molto specializzate, che spesso offrono una gamma abbastanza limitata di servizi linguistici, per numero di lingue o di settori.
Mito numero 2
L’agenzia di traduzione è spesso virtuale: FALSO.
Da questo punto di vista, un’agenzia di traduzione è un’azienda come tutte le altre: ha uffici e personale competente in carne e ossa.
Non ha solo persone che gestiscono i progetti e i rapporti con traduttori e clienti: come ogni azienda ha un reparto amministrativo, un reparto marketing/comunicazione e un reparto commerciale. Alcune agenzie hanno anche reparti IT e di ricerca informatica molto sviluppati.
È vero, però, che alcune realtà sono solo virtuali (come le piattaforme di traduzione), e questi siti precisano chiaramente di non essere agenzie di traduzione.
Un’agenzia di traduzione non è certo una bottega improvvisata, ma un’azienda vera e propria. Difficile da credere, vero?
Mito numero 3
Basta essere bilingue per lavorare con un’agenzia di traduzione: FALSO.
Essere bilingue non basta per lavorare come traduttore freelance per un’agenzia. C’è un abisso tra una persona bilingue e un traduttore specializzato, esperto e qualificato. Tradurre è una professione come le altre e richiede una preparazione specifica. Una persona bilingue non è un traduttore, così come io non sono un pasticcere, anche se tutta la mia famiglia adora le mie torte.
Le agenzie sono molto esigenti nella scelta dei traduttori, perché rispondono della qualità del documento consegnato al cliente.
Mito numero 4
L’agenzia di traduzione è un luogo in cui crescere dal punto di vista culturale: VERO.
Se un giorno lavorerai in un’agenzia di traduzione, scoprirai quanto sia un ambiente stimolante, prima di tutto per la varietà di nazionalità delle persone che ci lavorano. Sembra più che logico che un’azienda attiva in diverse parti del mondo abbia personale in grado di costruire rapporti con i clienti nella loro lingua madre. L’agenzia diventa così un punto d’incontro tra culture e nazionalità diverse.
È quindi vero che molti dei collaboratori di un’agenzia hanno nazionalità diverse, per servire al meglio i clienti di tutto il mondo.
Mito numero 5
Gli strumenti di traduzione assistita (CAT) usati da alcune agenzie sono (altrettanto) performanti quanto le piattaforme online di traduzione automatica: FALSO.
Uno dei grandi miti sulle agenzie riguarda il presunto uso della traduzione assistita dal computer, che il grande pubblico equipara a una piattaforma online di traduzione automatica. La realtà è molto diversa. Lo strumento che i traduttori usano più spesso è la memoria di traduzione (TM): un archivio di segmenti già tradotti che, se si ripetono nel testo di partenza, vengono riproposti automaticamente nel resto del progetto. Un CAT tool, insomma, non traduce al posto del traduttore e non si occupa di grammatica o coniugazioni: il lavoro resta nelle mani di chi traduce.
Spero che questo articolo abbia chiarito un po’ le idee su come funziona un’agenzia di traduzione.
