Le prime scritture: da Uruk alle tavolette di Tărtăria

Le prime scritture: da Uruk alle tavolette di Tărtăria

Dall’era delle agenzie e degli uffici di traduzione che offrono traduzioni certificate, facciamo un salto indietro nel tempo fino alle prime scritture attestate al mondo. Decifrare il passato e stabilire con precisione l’alba della scrittura non è semplice.

Le tavolette di Uruk

Scritta su 12 tavolette di argilla, l’Epopea di Gilgameš è la più antica opera letteraria conosciuta. Gilgameš, come sappiamo, era re di Uruk, quindi non stupisce che il più antico testo scritto noto sia quello delle tavolette di Uruk (3300 a.C.). Contiene registrazioni economiche ed è pittografico. Un sistema simile non può trasmettere idee complesse e col tempo i segni pittografici si sono trasformati in un sistema sillabico. Le immagini possono esprimere idee semplici: così “bocca” ha finito per significare anche “parlare”. I segni hanno poi iniziato a combinarsi: ad esempio, i segni di bocca e acqua accostati significavano “bere”.

Un passo decisivo è stato compiuto quando il simbolo di una parola ha cominciato a rappresentarne il suono e non più il significato. È il principio del rebus: in inglese, ad esempio, la parola “belief” potrebbe essere scritta con il disegno di un’ape (bee) e di una foglia (leaf). Gradualmente i segni figurativi sono diventati simboli astratti. Il sumero è stata la prima lingua scritta con un sistema sillabico, poi adattato per scrivere l’accadico.

Le tavolette di Tărtăria

Le tavolette di Tărtăria, in Romania, dalla scoperta a oggi restano invece fonte di controversie. Sono piccole e in argilla cotta: due rettangolari, con raffigurazioni di animali e piante, e una terza, rotonda, con una scrittura pittografica incisa. La scrittura “antico-europea” non serviva a scopi economici, giuridici o amministrativi: era una scrittura sacra, nata dall’uso prolungato di segni grafici carichi di un simbolismo particolare, e la sua comparsa è strettamente legata al culto sviluppato della divinità femminile. In senso puramente etimologico questi segni sono geroglifici, cioè segni sacri.

Datate con il radiocarbonio, le tavolette risalirebbero al 5300 a.C. circa, prima delle prime iscrizioni sumere e, in Europa, di quelle minoiche di Creta. Molti studiosi stranieri, come David Whipp, Boris Perlov o Iovan Todorovici, ritengono che i simboli presenti sui reperti rappresentino la prima scrittura del mondo. I ritrovamenti di Tărtăria fanno parte di una cultura neolitica molto più ampia, la cultura di Vinča, sviluppatasi nei territori dell’attuale Serbia, Romania, Ungheria, Bulgaria e Grecia. All’epoca era la società tribale più evoluta del continente. La civiltà e la cultura umana, come le conosciamo oggi, sono nate forse nei Balcani? Le opinioni restano divise.

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