La tecnologia della traduzione esiste da oltre 50 anni, ma più il mondo diventa interconnesso, più diventa essenziale.
Che cos’è la tecnologia della traduzione?
Per tecnologia della traduzione si intendono gli strumenti software che supportano il processo di conversione di un testo scritto da una lingua all’altra. Questi strumenti possono aumentare produttività, accuratezza ed efficacia complessiva.
L’espressione comprende di tutto, dalle memorie di traduzione e dagli strumenti di gestione terminologica alla traduzione automatica (MT), fino alle tecnologie di interpretariato virtuale e a quelle che trasformano la voce in testo.
Prima dell’arrivo di queste tecnologie si traduceva a mano, con dizionari cartacei e con il solo ingegno del traduttore.
L’impatto negativo sulle aziende era notevole, a causa di:
- tempi più lunghi per arrivare sul mercato;
- perdita generale di coerenza nei contenuti;
- costi elevati dovuti a processi inefficienti;
- qualità inferiore dei risultati, con controlli degli errori fatti a mano.
L’arrivo della tecnologia ha cambiato tutto. Strumenti come le memorie di traduzione, che conservano le traduzioni precedenti per orientare e accelerare i progetti futuri, e i sistemi di gestione della traduzione contribuiscono ad automatizzare i processi ripetitivi e ad aumentare il controllo.
Come aiuta le aziende la tecnologia della traduzione?
Oggi gli strumenti tecnologici per la traduzione offrono alle aziende:
- Qualità garantita, grazie al controllo di errori ortografici e grammaticali.
- Maggiore efficienza operativa, grazie all’automazione delle attività di gestione della traduzione.
- Più coerenza nei contenuti, grazie all’archiviazione delle traduzioni precedenti, che si possono riutilizzare o consultare nei progetti futuri.
- Tempi di lancio sul mercato più rapidi: si produce più contenuto in meno tempo.
La storia della tecnologia della traduzione
Alcune tecniche alla base della tecnologia moderna risalgono al IX secolo, quando il crittografo arabo Al-Kindi sviluppò l’analisi delle frequenze, ancora oggi in uso. Ma è solo a metà del Novecento, con la diffusione dei computer, che la tecnologia della traduzione ha iniziato davvero a prendere forma. Ecco una breve panoramica:
- Il primo sistema di traduzione automatica, anni Cinquanta. Presentato dall’Università di Georgetown insieme a IBM, si basava su regole preprogrammate e dizionari: non era affidabile, ma fu comunque un passo verso tecnologie più avanzate.
- I primi sviluppi del riconoscimento vocale, anni Settanta. Promossi dal Dipartimento della Difesa statunitense e dalla sua agenzia per i progetti di ricerca avanzata, aprirono la strada alle tecnologie voice-to-text.
- Dizionari elettronici e banche dati terminologiche, anni Ottanta. Resero le traduzioni più accessibili, dando ai traduttori accesso immediato a informazioni utilizzabili durante il lavoro.
- I precursori dei moderni sistemi di gestione della traduzione (TMS), metà anni Ottanta, grazie al Coventry Lanchester Polytechnic e ad ALP System.
- La traduzione automatica statistica di IBM, fine anni Ottanta e inizio anni Novanta. Sistemi addestrati a tradurre da una lingua all’altra confrontando grandi quantità di testi paralleli nelle due lingue.
- I primi strumenti commerciali di traduzione assistita (CAT), inizio anni Novanta. Una svolta che ha cambiato per sempre la tecnologia della traduzione.
- I sistemi statistici basati su frasi, anziché su singole parole, fine anni Novanta. Sono diventati lo standard commerciale per anni, fino al lancio da parte di Google della traduzione automatica neurale.
- Le prime soluzioni TMS basate su cloud, inizio anni Duemila. Hanno permesso ai team di traduzione di lavorare in modo più flessibile e di collaborare a prescindere dalla sede.
- Il lancio di Google Translate, 2006. Il sistema, basato su un approccio statistico, traduceva prima il testo in inglese e poi nella lingua di destinazione, prevedendo la parola successiva in base alle parole e alle frasi su cui era stato addestrato. Questo “indovinare” portava spesso a errori grammaticali.
- La traduzione automatica neurale (NMT) di Google, 2016. Diventata il nuovo standard commerciale del settore.
I principali tipi di tecnologia della traduzione oggi
Strumenti di traduzione assistita (CAT). Software pensati per supportare i traduttori nel lavoro quotidiano. Usano banche dati di traduzioni precedenti, oltre a terminologia, segmentazione dei testi e altre risorse utili al processo.
Traduzione automatica (MT). Un sistema automatico che produce contenuti tradotti senza intervento umano.
Sistemi di gestione della traduzione (TMS). Piattaforme software per gestire progetti di traduzione su larga scala. Semplificano il processo dall’inizio alla fine, con un flusso di lavoro che va dalla richiesta iniziale alla consegna, e permettono di pianificare, assegnare e gestire i progetti in modo organizzato.
Il futuro della tecnologia della traduzione
Grazie all’apprendimento automatico, gli strumenti di traduzione sono già molto più sfumati di vent’anni fa, e con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale non potranno che diventare più potenti.
Ma la traduzione non sarà mai del tutto automatica: i traduttori umani e gli strumenti specializzati di traduzione automatica hanno vantaggi diversi che si completano. Le persone eccellono nel pensiero creativo e fuori dagli schemi, mentre l’IA è ideale per automatizzare le attività ripetitive.
Per questo gli esperti concordano: il futuro della traduzione combinerà intelligenza umana e traduzione automatica basata su IA per ottenere i risultati migliori. Traduttori umani e strumenti di IA lavoreranno come un unico team, ciascuno con un ruolo distinto.
Molto probabilmente passeremo dalla traduzione umana assistita dal computer alla traduzione automatica assistita dall’uomo. Il post-editing della traduzione automatica garantirà che i testi generati dall’IA siano corretti e scorrevoli, mentre i traduttori umani apporteranno le rifiniture creative per adattarli a un pubblico specifico.
Il futuro è promettente: la tecnologia permetterà ai traduttori di concentrarsi su traduzioni più complesse, lasciando le attività noiose e ripetitive agli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
La questione non è più se usare o meno la tecnologia della traduzione, ma quale scegliere.
